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10 novembre 2012

Pink Floyd - The Piper at the Gates of Dawn




21 Febbraio 1967: ad Abbey Road cominciano le registrazioni de “The Piper at the Gates of Dawn” primo album in studio della neonata band Pink Floyd. Il gruppo è un quartetto ed è formato da Nick Mason alla batteria,Roger Waters al basso e alla voce,Richard Wright alle tastiere ed infine da Syd Barrett alla chitarra e alla voce ( tra l'altro nello stesso periodo ad Abbey Road un altro piccolo gruppo,i Beatles,stava registrando Sgt Pepper's,bei tempi non dico altro!).

5 Agosto 1967: Esce il suddetto album,la musica psichedelica,la musica in generale non sarà più la stessa. Syd Barrett è la mente dietro a tutto,sarà il suo primo ed unico album con i Pink Floyd nonchè suo lascito alle generazioni future. Barrett ci porta a compiere un viaggio inter galattico nella sua mente,che probabilmente lui stesso fece grazie al frequente uso di LSD.
Non vorrei annoiarvi con una semplice lista delle 11 canzoni presenti in questo capolavoro,non ne varrebbe la pena,ognuno è libero di interpretarle a suo piacimento. Ogni traccia ha una storia a sé che però si collega alla precedente in qualche modo nella nostra mente e le rende uniche,storiche. Da Astronomy Domine fino a Bike sono quasi 42 minuti in cui l'ascoltatore resta ammaliato dai suoni che escano e si mischiano nel suo cervello,rendendolo partecipe di viaggi spaziali,di gatti chiamati Sam,di madri Matilda,di hobbit Grimble Grumble ecc ecc.

11 traccie 11 storie a sé. Una vale la pena raccontarla ed è la settima canzone.
Si chiama Interstellar Overdrive ed è la magnificenza fatta musica,arte allo stato puro. Essa è la cronaca di un viaggio umano all'interno dell'universo e ci porta verso i punti più profondi dello spazio al di fuori di questo mondo,ce li fa vedere ,li tocca materialmente. Parte e finisce con un riff di chitarra che tiene il contatto con la terra. Nel mezzo c'è una jam session in cui ogni strumento va per la sua strada. C'è un' unica regola; a turno uno strumento segue un ritmo prestabilito e gli altri improvvisano intorno a questo ritmo ,tessendo tele non visibili ad occhio umano ma che vengono captate solo dall'udito. La versione in studio dura 9 minuti ma i Pink Floyd suonavano questo pezzo ogni sera nel locale londinese UFO e lo facevano durare una ventina di minuti,improvvisando sempre tutto.

Sogni lucidi,giardini con enormi alberi senza forma,scale mobili verso l'universo,nuvole arancioni che incontrano altre nuvole azzurre e fanno l'amore,l'arca di Noè che esiste davvero e viaggia sulle scale mobili mentre Syd Barrett tesse le trame di questo viaggio onirico all'interno dello spazio. Siamo nella via lattea,lui prova a farci vedere cosa c'è fuori,la sua chitarra freme,sola,unica,non ammaestrata e sprizza tonalità di colore mai viste prima dalla musica di quegli anni. HOORAY


BUON ASCOLTO







07 settembre 2012

Beach House - Bloom


Beach House – Bloom

Lo chiamano Dream Pop. Pop Sognante. Quindi il viaggio inizia quando chiudi gli occhi. Chiudo gli occhi. Chiudete gli occhi.

Parte Myth e tutto riprende da dove ci avevano lasciati. Drum Machine iniziale e subito la chitarra di Alex Scally che ci riscalda e da il benvenuto ai visitatori. Basso pulsante(bass pedal suonato da Alex) ,synth e poi,come se arrivasse da un altro pianeta,la voce di Victoria Legrand. La formula è la solita,non è cambiata,ma è tutto meravigliosamente bello.
Wild parla di tempi passati,di problemi familiari e del poco tempo che ci è concesso in questo mondo,il tutto condito da un arrangiamento musicale quasi epico,che si adatta alla perfezione alla voce sinuosa della Legrand.
Il viaggio continua e vi trovate davanti Lazuli. Siete davanti ad un enorme giardino verde riempito di lapis lazuli.Il Lapis Lazuli è un' antica pietra preziosa azzurra trovata molto spesso nelle tombe degli antichi faraoni egizi. Avanzate nell'erba,correndo. Dal cielo s'intrecciano la voce e la chitarra del duo di Baltimora. Victoria culla la vostra permanenza cantando in continuazione “like no other,you can't be replaced”. State bene,tutto luccica nei vostri occhi e nelle vostre orecchie.
Uscite dal giardino,vi guardate intorno mentre ascoltate Other People. Ennesima gemma in un disco in cui non c'è una singola canzone che stona. Volete saltare felici,fatelo,non c'è motivo di preoccuparsi del resto del mondo,nessuno riuscirà a cambiare il vostro stato d'animo.
Tutto scorre come in un fiume,ma l'acqua brilla come se fosse riempita di piccole gemme che danzano al ritmo di musica. Non vi resta che farvi cullare dalla corrente e godervi il resto del viaggio.
Arrivate,quasi senza accorgervene,alle ultime quattro canzoni. Quattro opere d'arte. New Year ha un ritornello che si avvolge intorno alla vostra mente e non va via,il tutto creato da un bridge che definire sogno musicale è riduttivo.
In Wishes tutti i vostri desideri diventano realtà. Insieme a Wild e On The Sea è il pezzo più epico dei dieci.
Non vorreste finire mai questo viaggio,il fiume è la vostra nuova casa e proprio quando vi sembra che nulla potrebbe farvi stare meglio parte On The Sea. La perla più preziosa,il quadrifoglio più verde,il cerchio perfetto. Un crescendo continuo,inarrestabile,scandito dalla meravigliosa voce della Legrand,mai così perfetta come stavolta e ,dalla chitarra di Alex ,che sembra uscire da ogni angolo del vostro mondo;semplice,emozionante,infinita,maestosa,gioia per l'udito.
Tutto scivola dolcemente in Irene ,pezzo in cui la chitarra va ad esplorare ambiti post-rock e perfetta conclusione dell'opera. Victoria accompagna il vostro risveglio con la sua voce soave che continua a ripetere “It's a strange paradise”.
Il viaggio finisce quando apri gli occhi. Apro gli occhi. Aprite gli occhi. É stato il mio,il suo,il vostro strano paradiso.