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25 maggio 2015

Heathered Pearls - Interior Architecture Software

Modellare una scultura e modulare le frequenze di una canzone sono due atti più vicini di quanto in realtà si possa credere. Si tratta di far oscillare e ondulare le linee del materiale che scegliamo. Importa poco se esse siano formate da legno, marmo o note musicali. Quello che più conta è l'immaginazione, l'impegno che l'artista si prefigge nella sua mente, non la mano o la modalità con cui si porta l'opera a compimento. Quest'ultima è solo una mera linea fisica di marcamento di territorio, mentre la prima è condizione essenziale per il proseguo della prestazione.

Per Jakub Alexander, alla sua seconda prova sulla lunga distanza sotto lo pseudonimo di Heathered Pearls, scultura e musica sono strettamente correlate e sono due delle rappresentazioni della propria arte. L'opera che compare sulla copertina del suo album di prossima uscita Body Complex è dello stesso artista polacco ed è stata composta per apparire come due cose differenti a seconda che la si guardi da vicino o lontano. In Interior Architecture Software, primo estratto dell'album in uscita per Ghostly International, la visione multipla e complessa della realtà di Jakub emerge nell'architettura che avvolge il suono delicato e ricercato della traccia.
Un lavoro che parte scavando negli angoli reconditi della scena techno statunitense (dove Alexander vive dopo esservici trasferito dalla Polonia), per poi entrare nella rave music sfiorando la deep house e concludere il suo viaggio al centro della propria struttura, inglobando il suono di una forte chiave distintiva, volutamente cosciente delle proprie produzioni e possibilità. Quando un'artista arriva a un livello di consapevolezza di questo tipo, la strada verso il riconoscimento e il successo è, senza ombra di dubbio, in discesa.

20 gennaio 2015

Fort Romeau - Insides

Il panorama della musica elettronica internazionale ha assistito negli ultimi anni a un ritorno sulla scena di sonorità provenienti dalla vecchia scuola house americana e non degli anni 90, sonorità arricchite però dal bagaglio di oscurità e profondità maturato dal mondo dei tempi moderni. Uno dei produttori più attivi e le cui produzioni rispecchiano il filone espresso poche righe innanzi è sicuramente il londinese Mike Greene (in arte Fort Romeau) che torna con un nuovo lp (il secondo lavoro sulla lunga distanza dopo Kingdoms) che s'intitolerà Insides e vedrà la luce il prossimo 31 marzo per Ghostly International. Il nuovo disco (lo racconta lo stesso Greene) è stato influenzato in maggior misura dalla sua attività di Dj nei club di tutto il mondo e la prima traccia che l'artista ha divulgato conferma a pieno queste parole. Insides è un concentrato di suoni profondi, eterei in definitiva puri. Sotto di questi si instaura una lieve patina di drum machine tipicamente riconducibili a quel nuovo sound house di cui si parla all'inizio dell'articolo e che rende la canzone allo stesso tempo catchy e rilassante.

Qui sotto lo streaming del pezzo.

11 ottobre 2013

KILN - Boro

La band che vi presento oggi sono i Kiln, trio ambient Americano del Michigan attivi già dal lontano 1994 e precedentemente conosciuta con il nome di Fibreforms. Dal 2007 sono sotto contratto con la Ghostly International con la quale fino ad ora hanno pubblicato un ep (Vaporbend) e un lavoro sulla lunga distanza (Dusker). E' prevista per il 12 novembre l'uscita della loro nuova avventura, costituita da nove tracce, il cui titolo sarà Meadow:watt. Sulla pagina soundcloud del gruppo è possibile ascoltare e scaricare in anteprima due delle nove canzoni contenute nel disco di prossima uscita.
Quella che vi propongo oggi è intitolata Boro e riflette la profonda ed intensa ricerca del trio statunitense verso suoni che non vogliano essere governati da nessuna autorità presente su questa terra. Bassi pulsanti e una dolce melodia che accompagna le due parti in cui è divisa questa canzone.