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02 gennaio 2016

Top 20 of 2015

Un battito del cuore equivale al dolce sorriso che un buon disco ti lascia come impressione. Questi sono i nostri 20 sorrisi del 2015 (clicca sull'artista per ascoltare l'album).

•20

E' la musica a essere protagonista. a scegliere il film e non viceversa.
Enigmatico ed eclettico.

•19



Anna Caragnano & Donato Dozzy - Sintetizzatrice

La voce di Anna Caragnano centrifugata dall'elettronica di Donato Dozzy. Sapori futuristici.

•18



Broke One - Reminiscence 

Un mix di conoscenza musicale e di filoni di orientamento che si trovano alla perfezione giostrati dalle mani da burattinaio del produttore italiano. Sapiente e collegato.

•17



Indian Wells - Pause

Un titolo nel segno della continuità di una maturazione sonora sotto gli occhi di tutti. Uno delle migliori produzioni italiane della stagione.

16




 Vril - Portal

Impetuoso, potente, mentale. Un colpo dritto al cuore e alla mente.

15



Recondite - Placid

La conferma di uno degli artisti e produttori più influenti e fertili dell'elettronica odierna.

•14



Hunee - Hunch Music

Un dj che si riscopre produttore molto capace, portando il calore della pista da ballo direttamente nel suo lavoro in studio.

13



Headless Horseman - Headless Horseman 007

Spettrale e ignoto come le profondità della terra o come i viaggi interstellari. 

• 12



Tame Impala - Currents

Se ogni cosa che fai, la fai bene nessuno potrà negare la tua ascesa. Kevin Parker sforna un disco che ammicca ai gusti popolari e riesce comunque a stupire nuovamente. 

• 11



Levon Vincent - Levon Vincent

L'esplorazione sonora dell'artista Newyorchese tocca lidi sempre più vari. Un disco che riflette più di altri l'esperienza cittadina multiculturale e ciò che rappresenta la musica nei nostri anni. 


10


Zum Goldenen Schwarm - Aufgang

Uno dei vessilli di Forum, sotto etichetta di Giegling, label del 2014 per Resident Advisor.

•9



Linkwood -Expressions

Il dancefloor attraverso gli occhi di un artista che traduce il suono del vivere in aria nella sua musica.

•8



Zenker Brothers - Immersion

Conferma della bontà di Ilian Tape. Ogni traccia rivela uno scintillio di energia che unita al talento dei fratelli Zenker fa di Immersion uno dei titoli techno dell'anno.


•7



Benjamin Damage - Obsidian

Dopo anni di esperienza, Benjamin si realizza in uno degli ultimi dischi di 50 Weapons, portando con sé l'esperienza del sound inglese che si unisce elegantemente alla caparbietà e alla ricerca melodica della etichetta dei Modeselektor. Riflessivo e entrante allo stesso tempo.

•6



Kendrick Lamar - To Pimp a Butterfly

Lamar è uno degli ultimi rapper in grado di arrivare alla gente rigenerando i caratteri e le tematiche inflazionati di questa musica. Una vita raccontata.

•5



Joey Anderson - Invisible Switch

Arrivato negli ultimi mesi dell'anno, Invisible Switch stupisce per i toni diretti e che colpiscono l'ascoltatore fin dalle prime riproduzioni, un senso d'immediatezza che risulta importante e non si attenua col tempo,

•4



Howling - Sacred Ground

Cosa viene fuori quando combini la mente degli Âme e di Innervisions con un'anima sperimentale come Ry dei The Acid? Un album che tocca l'interno del nostro corpo, divagando verso gli immaginari collettivi del sacro. 

3



Romare  - Projections

Un lavoro che è insieme un omaggio e uno sguardo al futuro. A partire dall'iniziale campionamento di Nina Simone per arrivare ai rifacimenti elettronici di basi blues. Una piccola gemma.

•2




St Germain - St Germain 

Un disco atteso da 12 lunghi anni che lascia col sorriso sulle labbra. L'artista parigino si lascia trascinare in un viaggio sonoro tra voci africane, sonorità deep coadiuvate dal tipico timbro d'improvvisazione jazzistica. La classe non è acqua.

•1 



Floating Points - Elaenia

Sam Shepherd ci lascia un gioiello travolgente, pulsante e dotato di vita propria. Il cigno ha spiccato il volo.

11 novembre 2015

Billowing - Corner Dregs

Il soliloquio è comunemente usato come riflessione del personaggio di un poema drammatico che, restando da solo, affronta i suoi pensieri e la sua immaginazione e li scandaglia alla ricerca di un appiglio da cui trarre la forza per continuare il suo cammino. Anche se noi viviamo al di fuori di qualsiasi poema di Shakespeariana memoria, le situazioni che spesso ci troviamo ad affrontare nella nostra vita possono essere comparate alla drammaticità di una tragedia. Ciò determina un allargamento della portata circostanziale a cui un soliloquio può riferirsi, che coinvolge sempre di più le persone reali più che quelle della fantasia di qualche artista. Molto spesso le persone sensibili associano i loro più profondi ragionamenti a una determinata situazione e cosa di più della musica giusta può aiutare gli esseri umani a esplorare i loro più reconditi pensieri. Esistono quelle canzoni che ti entrano dentro per la loro profondità, per il riflettere loro stesse e colpire l'immaginazione interna di un uomo. Il progetto dei Billowing e la loro canzone Corner Dregs che anticipa l'album Dead In a Ditch porta esattamente a questo punto il nostro corpo e la nostra anima. Il nostro cervello e il nostro cuore.
Normalmente i Billowing sono un progetto composto da due autori (Scott DeRoche alla chitarra e Fred Thomas alle parti elettroniche) ma questo lavoro si basa su una lunga sessione a cui hanno partecipato alla batteria uno dei guru della sperimentazione downtempo ed elettronica odierna, Shigeto, il sassofonista Daniel Bennett e il bassista Tim Flood.
La traccia ci riporta alla mente il celebre aforisma attribuito ad Eraclito del "Panta Rei", tutto scorre. Un fluido che sembra non fermarsi non percorrendo mai il solito sentiero con la batteria soffice e delicata di Shigeto che si amalgama perfettamente alle improvvisazioni di Thomas, Bennett e DeRoche. Una chicca da gustare in attesa dell'intero Lp in uscita su Life Like Tapes.

01 luglio 2015

Mark Barrott - The Mysterious Island Of Dr Nimm

Quando sei sdraiato e contempli il cielo su di una collina, in mezzo a un campo, immerso nel verde della natura, la sensazione di calma e rilassatezza che ti sovviene eleva la tua mente ad uno stato superiore a quello delle masse che ti circondano e ciò è tremendamente utile per affrontare il ritorno alla realtà che arriverà nel momento in cui affronterai la discesa verso la città in cui abiti con tutti i tuoi simili.

La musica di Mark Barrott calza a pennello per questi attimi gaudenti fin dal suo splendido album d'esordio Sketches From An Island uscito lo scorso anno sull'etichetta di cui lo stesso Barrott è proprietario, la International Feel. A metà tra ritmi tribali, asiatici, sospiri di giungla e dolci onde la nuova "The Mysterious Island of Dr Nimm" ci porta in un mondo fluorescente abitato da strane creature, dall'aspetto strambo ma tenere e limpide, che mai oseranno farci del male, ma bensì ci condurranno mano nella mano sui soffici tappeti di lenzuoli morbidi e accoglienti. La musica dell'artista inglese non si spinge mai su territori scoscesi, entra morbidamente nelle nostre orecchie e ci ricorda quanto possa essere bello apprezzare le malleabili note che ogni giorno la natura compone per noi.



23 giugno 2015

Mikael Seifu - The Lost Drum Beat

Aaaah l'Africa. I suoi colori, i suoi sapori, i suoi profumi. Chi c'è stato vorrebbe tornare indietro, chi ancora no è affascinato dalle storie e le tradizioni che legano la gente di questo continente così profondamente alla propria terra. La terra delle gazzelle, dei leoni e degli elefanti ha però nel tempo dovuto affrontare innumerevoli vicissitudini legate principalmente all'incontro, non proprio vantaggioso, con la cultura e società occidentale. Anni di sfruttamento e repressione delle risorse africane non ce le toglieremo mai di dosso, ma c'è un mondo dove il contatto tra due differenti realtà ha arricchito l'esperienza di entrambe: la musica elettronica. Essa nella sua continua ricerca di nuove sonorità ha beneficiato e fatto proprie le tradizioni sonore africane, inglobandole nella sua avventura e arricchendo il proprio suono di un armamentario di nuove scoperte con cui costruire un'altra ramificazione al proprio albero libero da qualsiasi voglia legame di appartenenza a generi o correnti. Negli anni molti produttori europei e non hanno utilizzato risonanze dal continente nero, ma l'artista di cui vi parliamo oggi è legato in maniera indelebile alla propria terra natia, perché le sue radici e la sua carta d'identità lo identificano come appartenente diretto a quel popolo orgoglioso e straordinario. Etiope di nascita, Mikael Seifu torna con un nuovo singolo che esce per l'etichetta statunitense 1432 R, label con cui l'artista Africano aveva già pubblicato un ep l'anno scorso (Yarada Lij). Il nuovo progetto s'intitola The Lost Drum Beat ed è un singolo dalla sola uscita digitale in cui i mondi dell'elettronica della techno e della house si aggrovigliano e compiono una sorta di repentina discesa mano nella mano, mostrando l'abilità del producer etiope nel saper gestire e coadiuvare elementi parecchio distanti fra di loro.

Il singolo è acquistabile a questo link.

Di seguito lo streaming della traccia.

10 giugno 2015

Dj Koze - XTC

La musica di Dj Koze torna a farci compagnia. Già di per se questo sarebbe un ottimo motivo per sorridere, ma c'è di più: lo storico produttore di Amburgo, riemerge con un mini ep di due pezzi che esce per la sua etichetta Pampa Records e la sua ricomparsa, come gran parte delle sue opere, non è per niente banale.

La banalità non si addice a personaggi della sua statura, ogni singola traccia che Stefan Kozalla ci presenta ha come caratteristiche principali la malleabilità e l'impasto di suoni e generi che il musicista tedesco si diverte a mescolare, come se il suo studio di registrazione fosse l'enorme pentolone usato dal druido gallo Panoramix per creare la pozione magica. XTC non contravviene alla regola, essendo un turbinio di deep, techno ed elettronica made in Germany, con un'intramezzo di voci che parlano di ecstasy e campanelli che c'invitano alla messa pagana disegnata dalle note di Stefan.

Come se lui fosse il nostro druido e noi i suoi adepti.
Premo Play.
Che la pozione magica faccia effetto.


08 giugno 2015

Typesun - Water Song

Un'eclettico piatto che mischia al suo interno sapori differenti che si amalgamano e incastrano come tessere di uno stesso puzzle costruito con precisione metodica. Un lavoro che mescola soul a elettronica e r&b, il tutto servito da un rullante di batteria incessante accompagnato da un basso prepotente che non si comporta come un semplice contorno ma da il là alle incessanti onde sonore della voce di Alex Rita, metà del duo Danese Okapii. Chi è lo "chef sonoro" di questa portata prelibata? Luke Harney, aka Typesun, ragazzo di Bristol che torna con un doppio singolo (Icebergs/Water Song) su Root Elevation uscito sull'etichetta inglese lo scorso 26 maggio.
Qua sotto potete trovare lo streaming di Water Song. Mangiatevelo e assaporatene tutti i diversi gusti, sarà delizioso. 


30 maggio 2015

Bloum - Troubled City EP


Ve ne avevamo già parlato in uno dei nostri "Introducing" di due anni fa come band di sicuro avvenire. Loro sono i Bloum, sestetto parigino che abbina, nel proprio progetto, musica e video facendoli andare di pari passo, come due fette "socie alla pari" della stessa torta, che si completano a vicenda (https://www.youtube.com/watch?v=l2J59wMGQXg).

A distanza di un anno da Acte 1, primo Ep del collettivo francese uscito per Animal Records, è uscito pochi giorni fa Troubled City, lavoro di 4 tracce che conferma e amplia gli orizzonti positivi che il gruppo ci aveva trasmesso con la precedente opera.

Quattro pezzi che spaziano a libero piacimento nelle lande delle elettronica moderna, lasciando trasparire un'attenzione longitudinale a tutte le diversificazioni del suono, affrontate e superate grazie ad un'egregia vena creativa che rende ogni canzone diversa dalla precedente ma ugualmente interessante. Così troviamo cavalcate di memoria Kavinskyiana (La Douce) che si mescolano a synth psichedelici e sax esoterici come nell'iniziale Bells, momenti riflessivi rappresentati da un flauto traverso che nascondono una dolce ma decisa ripartenza (Lady Mountain) e collaborazioni che fanno l'occhiolino e sfiorano ambiti pop salvo poi ritorcersi in un assolo jazzy di un sassofono che ha il sapore della libertà (la conclusiva Bath in the Milky Way, che si avvale della voce di Cyrille Aimèe).

Libertà di fare quello che ci pare. Nella musica nulla è più importante e ai Bloum riesce benissimo.

26 maggio 2015

Petit Biscuit - Alone

Chi, come molte altri, al giorni d'oggi produce musica nella propria cameretta alzi la mano!

L'artista che vi andiamo a presentare oggi fa parte di questa schiera di innumerevoli fedeli, ma in più, dalla sua, ha quella discreta dose di talento che lo ha portato a soli 15 anni a comporre innumerevoli produzioni che lo hanno catapultato sulla pagina musicale ed etichetta francese Electro Posè: stiamo parlando del produttore francese Petit Biscuit che oggi ha rilasciato l'ennesima piccola perla della sua breve carriera.

Il nuovo singolo Alone si muove tra picchi e repentine discese in valli delicate e libere da qualsiasi forma di pensiero e preoccupazione proiettando l'ascoltatore in una zona serafica di rilassamento ed è accompagnato da un significativo video girato che ci mostra tutto quello che possiamo fare seguendo il tocco sensibile delle nostre mani.

Una chitarra, un piano, un computer e una generosa dose di talento concessa da madre natura. A volte basta questo per far chiudere gli occhi alla gente ed emozionarla. Petit Biscuit ci riesce.

Pagina soundcloud: https://soundcloud.com/petitbiscuit

Qua sotto il video girato da Pierre Alexandre Girard:



25 maggio 2015

Heathered Pearls - Interior Architecture Software

Modellare una scultura e modulare le frequenze di una canzone sono due atti più vicini di quanto in realtà si possa credere. Si tratta di far oscillare e ondulare le linee del materiale che scegliamo. Importa poco se esse siano formate da legno, marmo o note musicali. Quello che più conta è l'immaginazione, l'impegno che l'artista si prefigge nella sua mente, non la mano o la modalità con cui si porta l'opera a compimento. Quest'ultima è solo una mera linea fisica di marcamento di territorio, mentre la prima è condizione essenziale per il proseguo della prestazione.

Per Jakub Alexander, alla sua seconda prova sulla lunga distanza sotto lo pseudonimo di Heathered Pearls, scultura e musica sono strettamente correlate e sono due delle rappresentazioni della propria arte. L'opera che compare sulla copertina del suo album di prossima uscita Body Complex è dello stesso artista polacco ed è stata composta per apparire come due cose differenti a seconda che la si guardi da vicino o lontano. In Interior Architecture Software, primo estratto dell'album in uscita per Ghostly International, la visione multipla e complessa della realtà di Jakub emerge nell'architettura che avvolge il suono delicato e ricercato della traccia.
Un lavoro che parte scavando negli angoli reconditi della scena techno statunitense (dove Alexander vive dopo esservici trasferito dalla Polonia), per poi entrare nella rave music sfiorando la deep house e concludere il suo viaggio al centro della propria struttura, inglobando il suono di una forte chiave distintiva, volutamente cosciente delle proprie produzioni e possibilità. Quando un'artista arriva a un livello di consapevolezza di questo tipo, la strada verso il riconoscimento e il successo è, senza ombra di dubbio, in discesa.

23 maggio 2015

Godblesscomputers - Plush and safe

C'è chi ama nascondersi e chi preferisce dichiararsi. Lorenzo Nada a.k.a. Godblesscomputers appartiene senza ombra di dubbio alla seconda categoria. Ma attenzione, non stiamo parlando di trovate pubblicitarie, di trito e ritrito marketing musicale; parliamo piuttosto della necessità artistica di rivelare la genesi del proprio disco ed il vissuto personale che l'ha influenzato.
Coprodotto da La Tempesta International e Fresh Yo! il nuovo disco di Godblesscomputers arriva dopo una manciata di EP ed un lavoro sulla lunga distanza, Veleno,  uscito l'anno passato, vero e proprio racconto sonoro dedicato alla contaminazione tra uomo e natura.
Queste poche indicazioni bastano a fornirci le coordinate della musica di Lorenzo Nada: un'elettronica riflessiva dal contenuto concettuale e biografico, più da ascoltare che da ballare.

Plush and safe è un disco che si origina e trae linfa vitale dalla natura degli opposti. Come recita il comunicato stampa che ne ha accompagnato l'uscita "L’opera può essere letta così: la mancanza di stabilità e di sicurezza non danno la possibilità di fermarsi troppo a pensare e diventano prerequisito per creare. Plush and Safe rappresenta proprio il contrasto tra la ricerca della sicurezza e del controllo e la presa di coscienza dell’impossibilità della cosa".

È forse proprio per questo che risulta difficile trovare una matrice delle dodici tracce che compongono il disco. C'è il calore della musica nera – hip hop e soul – ma c'è anche il battito glaciale dell'elettronica più geometrica. Ci sono i suoni concreti, selezionati e ricomposti in partiture alle volte orchestrali e classicheggianti – come nella conclusiva Somewhere away from me –  ma c'è anche una struttura ritmica di matematico rigore a fare da asse portante.
Leap in the dark richiama alla mente il primo Nicolas Jaar, Clouds il trip hop elettronico di DJ Shadows, Discordia parte come un pezzo di Flying Lotus per poi sciogliersi in una coda di chitarre alla Dark Side.

Godblesscomputers disegna traiettorie sghembe che vanno dritte alla meta, quadri astratti dalle geometrie singhiozzanti eppure terribilmente armoniose. Il disco scivola via tutto d'un fiato, senza lasciarci il giusto tempo per prestare attenzione alla complessità degli incastri, ai loop stratificati, alla molteplicità dei suoni – siano essi concreti o di sintesi. Ma sarebbe un vero peccato: un secondo passaggio è d'obbligo. Disco da ascoltare e riascoltare con lo sguardo rivolto verso un orizzonte torbido, alla ricerca di risposte che probabilmente non esistono. Con la consolazione, forse, che il senso risiede tutto intero nelle domande.



27 aprile 2015

HNNY - Cheer Up, My Brother

La primavera con suoi saliscendi temporali e climatici culla le idee, le piastra e leviga a seconda del suo umore, ridando slancio al torpore dei mesi invernali che hanno solidificato le convinzioni e intrappolato i movimenti. Assumere la musica del produttore svedese Hnny a modello di questa stagione di rinascita è comprensibile e legittimo al tempo stesso, perché essa rappresenta molte sfaccettature riconducibili a foglie verdi, erba che cresce, uccellini che cantano, orsi che si risvegliano dal letargo e chi più ne ha più ne metta. Il prossimo maggio l'orsetto più famoso di Svezia realizzerà su Omena Records il primo lavoro sulla lunga distanza da quando ha intrapreso la sua carriera musicale. L'album s'intitolerà Sunday ed è anticipato dal primo singolo del lotto, che è quello che vi proponiamo oggi.
Cheer Up, My Brother ricalca in pieno lo stile spensierato e allegro del musicista nordico che, come al solito, utilizza in maniera sapiente e diligente samples che s'incastrano con dolcezza l'uno nell'altro, creando un'aria di rilassatezza e lucidità unica nel proprio genere.

Sunday è pre ordinabile seguendo questo Link.

24 aprile 2015

Indian Wells - Pause

Uno spettro si aggira per il web, e questo spettro si chiama Indian Wells. Il suo nuovo disco, uscito un mese fa per l'etichetta Bad Panda Records, non è di certo passato inosservato: recensito ed incensato da molti, si prepara a diventare uno dei migliori dischi del 2015.

Di fronte a tale entusiasmo viene da chiedersi dove si trovassero gli addetti ai lavori quando il misterioso producer italiano dava alle stampe il suo primo corposo lavoro, quel Night Drops che frullando glitch, downtempo e folktronica sembrava direttamente uscito dalla cameretta di Four Tet.

Polemiche a parte, Pause si rivela un disco eccellente. Appiccicoso come la peggiore colla vinilica, barcollante nel suo lento incedere tra melodia e rumore, riesce a regalare atmosfere sognanti che richiamano paesaggi urbani immobili e deserti, di un cielo color magenta.

Si parte con Lipsia, suite elettronica adagiata su cassa e voci corali. È l'inizio di un viaggio dai ritmi compassati e contemplativi, che non disdegna però passaggi ballabili. Alcantara, giocando su caldi loop ipnotici ci traghetta verso Mountain, ambient dance che ricorda i Mount Kimbie di Carbonated. Changes, pur essendo probabilmente il pezzo più movimentato del disco, nasconde tra le pieghe di una ritmica quasi-techno un lirismo romanticheggiante.
Giunti a metà del disco si ha l'impressione di essere immersi in un flusso sonoro vario e stratificato, tuttavia incredibilmente compatto nella sua coerenza poetica.
Ed ecco allora l'intermezzo di Pause/Vignelli, immaginario intervallo che ci introduce verso l'ultima parte: mettetevi comodi, c'è ancora dell'altro. Un'eterea melodia si apre alla voce di Matilde Davoli, in quella Games in the Yard che suona un po' triste e nostalgica (i Washed Out di Far Away non sono poi così lontani). Il viaggio sta finendo, ed anche se non si sa bene se sia colpa della notte che si fa strada o della luce che squarcia il cielo nero, ci lasciamo cullare dalla tastiera celestiale di New York Nights, con gli occhi socchiusi ed un sorriso ebete stampato in viso.

La produzione levigata ma non eccessivamente patinata, così come i ritmi decisamente più dance e ballabili, differenziano quest'ultimo lavoro dal primo misconosciuto disco. Nonostante ciò sembra permanere una dimensione melodica e ritmica che allontana dal dancefloor, in favore di un ascolto intimo e consapevole.
Fatto tesoro della lezione di Burial e di Shlohmo – giusto per citare due nomi – il producer italiano ci regala un disco citazionista ed originale allo stesso tempo. Un disco che trasuda calore ed umanità, ricordandoci che anche le macchine possono avere un cuore.

A discapito dello spettro di marxiana memoria, speriamo che Indian Wells continui ad aggirarsi ancora per un bel pò. Perché si sa, gli spettri hanno vita lunga.


23 aprile 2015

Jon Hopkins / Nils Frahm - I Remember

Tutto nasce da una canzone della band Newyorchese Yeasayer. Per l'esattezza questa canzone, la cui melodia ispira a tal punto Jon Hopkins (non abbiamo bisogno di presentarvi questo signore, re dell'elettronica moderna) da spingerlo a realizzarne una versione utilizzando solo il piano che va a finire dritta dritta nella compilation che il musicista britannico realizza per la serie Late Night Tales. La rielaborazione Hopkinsoniana di "I Remember" è magia allo stato puro e ispira a sua volta un altro pezzo da novanta dell'elettronica odierna, tale Nils Frahm, che smonta la versione di Hopkins mantenendone solamente un loop di piano e costruendoci sopra un oscuro tappeto di suoni e delle drum machine che conferiscono alla traccia maggiore aggressività lasciandone però intatta l'assoluta fluidità e dolcezza.

Non vi resta che ascoltarle sulla playlist da noi appositamente creata.


14 aprile 2015

Lakker - Pylon

Loro sono due Dubliners trapiantati a Berlino. Dara Smith e Ian McDonnell sono attivi fin dal 2007 anno di pubblicazione del finora loro unico album Ruido. Dopo un paio di anni di stop hanno ripreso il loro percorso che è stato un crescendo continuo di notorietà nella scena underground finché il colosso discografico di musica elettronica R&S  li ha notati e inseriti nella propria scuderia di cavalli purosangue. Dopo vari Ep il prossimo 11 maggio uscirà Tundra, nuovo lavoro del duo Irlandese. L'album è stato proceduto da due singoli usciti a distanza di due settimane l'uno dall'altro. Il primo intitolato Three Songs e il secondo che vi proponiamo oggi. Pylon mostra un'anima fredda e granitica allo stesso tempo; lega ad un filo indissolubile l'asse Dublino-Berlino fissando con dei chiodi prominenti il muro di suono che esplode sulla nostra faccia con l'incedere della canzone. Il tutto accompagnato dalle note di piano che si trasformano e mischiano alle campane a festa della "chiesa non ortodossa" del duo.


13 aprile 2015

Recondite - Pass Up

La proficuità musicale di Lorenz Brunner (Recondite) non la scopriamo di certo oggi ma l'annuncio fatto dall'artista tedesco pochi giorni fa, attraverso il quale si rivelava l'uscita di un nuovo Lp, ci ha lasciati a bocca aperta per la gioia di avere una nuova release da uno dei migliori produttori e dj del momento. Quindi si, anche il 2015 vedrà la sua luce toccata dall'impronta di Recondite, che procede spedito al ritmo di un nuovo album all'anno.
Passiamo alle informazioni: il nuovo lavoro s'intitolerà Placid, uscirà per Absurd Recordings il prossimo autunno ed è anticipato, per ora, dalla traccia che vi proponiamo oggi. Pass Up riprende in pieno lo stile del musicista nord europeo dandone però una sfumatura più ambient e rilassante rispetto alle armonie del precedente Iffy. Oramai non stupisce più la pulizia e la precisione di un'ingegnere del suono qual'è Recondite che coniuga brillantezza a meticolosità, nitidezza a oscurità e che in definitiva, ci farà affrontare questo autunno con il sorriso sulle labbra.

09 aprile 2015

Throwing Snow - Lumen/Paint By Numbers

Torna sulla scena anche Ross Tones aka Throwing Snow con un paio di canzoni che formano le facce del nuovo Lp in uscita per Houndstooth. Il lato A è costituito da Lumen mentre l'opposto s'intitola Paint By Numbers. Entrambi i pezzi suonano e mostrano molto il lato dance del producer d'oltremanica che abbina come al solito un vago senso di oscurità nelle note profonde e adunanti delle sue canzoni. Lumen si avvolge diretta e scontrosa intorno ad un synth paranoico e schizzo frenico mentre Paint by Numbers ha un impatto più soffice e s'insinua nella mente umana a colpi di drum machine splendidamente orchestrate da un maestro che veste infradito ma ha un cuore di ghiaccio. Musica estiva per anime fredde. Throwing Snow ha ancora una volta fatto centro.


26 marzo 2015

Jamie XX - Loud Places feat Romy Madley-Croft from The XX

Apriamo le danze con una notizia che renderà felici molti delle orecchie che seguono la musica elettronica e alternativa odierna. Jamie Smith, ai più conosciuto con il suo nome d'arte Jamie XX, leader e mente creativa del gruppo inglese The XX, è pronto a fare il grande passo e a esordire come artista solista. L'album di debutto si chiamerà "In Colour"e vedrà la luce sugli scaffali dei negozi di dischi il prossimo giugno per Young TurksJamie ha contribuito a far crescere l'attesa con il primo singolo estratto dal suo primo lavoro che vi presentiamo qua oggi. Loud Places vede la collaborazione di un'altra parte del suo gruppo d'appartenenza: Romy Madley-Croft dona la sua voce e la sua chitarra regalando charme ed eleganza alla traccia che inoltre si avvale di un ritornello campionato dalla canzone di Idris Muhammad Could Heaven Ever Be Like This. Il resto della traccia si basa sullo stile ormai consolidato che ha reso celebri le produzioni da solista e non di Jamie e ci fa attendere con molta ansia e curiosità di sentire l'intera creazione del musicista anglosassone.



20 marzo 2015

Kaneís - Filemone e Bauci

E' con enorme piacere che vi presentiamo Filemone e Bauci prima traccia prodotta dal nostro collaboratore, produttore e dj Kaneís al secolo Andrea Agresti.

Per gli amanti della techno ecco una cavalcata negli abissi più reconditi della vostra mente che vi porterà ad immedesimarvi nei due personaggi della mitologia greca, sacerdoti del tempio di Zeus e uniti per l'eternità dal dio sotto forma di quercia e tiglio.

In aggiunta vi alleghiamo la rielaborazione della traccia stessa realizzata da Piegaja, altro promettente talento delle lande lucchesi.


Di seguito i link alle rispettive pagine facebook dei due artisti:
Kaneís
Piegaja


18 marzo 2015

Bearcubs - Paper Walls

Creatività: l'impronta che Jack Ritchie ha dato al suo suono è sempre stata coinvolta nell'ambito tematico della parola citata sopra. Utilizzando lo pseudonimo artistico Bearcubs l'artista d'oltremanica è arrivato alle nostre orecchie ed è stato da noi molto apprezzato in passato. Pochi giorni fa è tornato sulla scena con un nuovo singolo intitolato Paper Walls che esce per l'etichetta Love & Other e che ci fa riassaporare tutti i motivi per cui il poliedrico musicista ci era piaciuto nelle sue precedenti produzioni. Una fresca formula che riprende i suoni elettronici e ambient sviluppatosi in Inghilterra negli ultimi anni, implementandoli con batterie che strizzano l'occhio all'hip-hop made in USA, un incisivo cantato e pads da fase rem.

Il singolo è acquistabile su Itunes e noi ve lo proponiamo qua sotto.


23 febbraio 2015

The Districts - A Flourish And A Spoil

Chitarra, basso, voce, batteria: non possiamo mai annoiarci con il piu' classico dei connubi musicali. Specialmente quando ne viene fuori qualcosa di cosi' grezzo ed intrinsicamente puro come A Flourish And A Spoil, album di debutto dei nuovissimi The Districts. I piu' nostalgici apprezzeranno notevolmente lo sforzo di questi quattro giovani ragazzi della periferia americana. Il primo pezzo, 4th and Roebling, vi mettera' subito in guardia con le sue sfumature ed urla strazianti alla Casablancas. Quel che ne viene dopo e' qualcosa di inaspettato per essere a meta' di un decennio segnato sempre piu' da musicisti che si nascondono dietro a schermi, tastiere ed i pulsanti piu' svariati. Apprezzabile il tentativo di integrare chitarra acustica e suoni blandi con voci e riff aggressivi ("In The Aeroplane Over The Sea..nessuno? Sigh.."), ma quello che colpisce di piu' sono, per chi ancora ci fa attenzione, le parole. Sguardi persi, lacrime e risate piu' radicali dell'adoloscenza sono ritratti in queste dieci tracce che si dispiegano con la piu' brutale delle sincerita'. E' sempre piacevole ascoltare storie vere ed in questo LP non e' difficile trovarne.