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11 novembre 2015

Billowing - Corner Dregs

Il soliloquio è comunemente usato come riflessione del personaggio di un poema drammatico che, restando da solo, affronta i suoi pensieri e la sua immaginazione e li scandaglia alla ricerca di un appiglio da cui trarre la forza per continuare il suo cammino. Anche se noi viviamo al di fuori di qualsiasi poema di Shakespeariana memoria, le situazioni che spesso ci troviamo ad affrontare nella nostra vita possono essere comparate alla drammaticità di una tragedia. Ciò determina un allargamento della portata circostanziale a cui un soliloquio può riferirsi, che coinvolge sempre di più le persone reali più che quelle della fantasia di qualche artista. Molto spesso le persone sensibili associano i loro più profondi ragionamenti a una determinata situazione e cosa di più della musica giusta può aiutare gli esseri umani a esplorare i loro più reconditi pensieri. Esistono quelle canzoni che ti entrano dentro per la loro profondità, per il riflettere loro stesse e colpire l'immaginazione interna di un uomo. Il progetto dei Billowing e la loro canzone Corner Dregs che anticipa l'album Dead In a Ditch porta esattamente a questo punto il nostro corpo e la nostra anima. Il nostro cervello e il nostro cuore.
Normalmente i Billowing sono un progetto composto da due autori (Scott DeRoche alla chitarra e Fred Thomas alle parti elettroniche) ma questo lavoro si basa su una lunga sessione a cui hanno partecipato alla batteria uno dei guru della sperimentazione downtempo ed elettronica odierna, Shigeto, il sassofonista Daniel Bennett e il bassista Tim Flood.
La traccia ci riporta alla mente il celebre aforisma attribuito ad Eraclito del "Panta Rei", tutto scorre. Un fluido che sembra non fermarsi non percorrendo mai il solito sentiero con la batteria soffice e delicata di Shigeto che si amalgama perfettamente alle improvvisazioni di Thomas, Bennett e DeRoche. Una chicca da gustare in attesa dell'intero Lp in uscita su Life Like Tapes.

20 dicembre 2013

Tennyson - No Answer

"I'm 17 years old and i make music with a computer".
Si presenta così Luke Tennyson, in arte semplicemente Tennyson, giovane producer di Edmonton, Canada, continente americano, pianeta terra, musica di un altro mondo. Con all'attivo già un album (Tennyson) e un ep (Blamer) il prolifico artista canadese ha postato sul proprio soundcloud un nuovo intrigante pezzo che ne conferma le capacità facendo immergere l'ascoltatore in un mare di tranquillità rilassandolo con dolci e moderni suoni che sembrano provenire da un confine non precisato tra cielo e terra in un continuo fluire che sembra non arrestarsi mai fino a che la canzone non finisce. Applausi vivissimi, seguite questo giovincello.


13 marzo 2013

Atoms For Peace - Amok



Luci e ombre. Salite e discese. Tuoni e silenzi. Passato e futuro. Genere e non genere. Compiacimenti e perplessità.
Il giudizio affrettato non si può legare a questo album, perchè  esso è troppo imprevedibile, lunatico e futuristico, come del resto lo è il suo compositore più famoso.

Thom Yorke continua per la sua personalissima ed unica strada iniziata da The Eraser  e per certi versi proseguita con i Radiohead de "The King of Limbs". Lo fa circondandosi di preziosissimi collaboratori (Flea, il sempre presente Nigel Godrich, Mauro Refosco e Joey Waronker) ma alla fine resta sempre e solo la sua creatura.

Luci e ombre, sentimenti e distaccamento. Un lavoro riuscito ma che non sempre è capibile o almeno non lo è ancora.

I nove pezzi sono studiati, studiatissimi (il lavoro di Nigel Godrich c'è e si sente) figli di una post-produzione elaboratissima. Questo fa sì che essi siano tecnicamente e musicalmente ineccepibili ma ogni tanto allontanano l'orecchio dell'ascoltatore dal concetto che questa musica vuole esprimere, trasmettere.

Ma anche se questo è un album del futuro i suoi momenti migliori rimangono quelli in cui Thom Yorke tesse la sua voce verso l'ambito in cui essa risulta più calata nel ruolo naturale dove è sempre stata usata.

La splendida "Before your very eyes", in cui la trama della chitarra va a sfumare in un synth profondo quanto la più imponente fossa oceanica, introduce l'uomo dentro la macchina giocosa della super band ed è uno dei passaggi più significativi dell'intero lavoro. "Default" ed "Ingenue" (due singoli tra l'altro) convincono ma non troppo (soprattutto la prima), mentre l'attacco del basso di Flea in Dropped è stupendo e per certi versi ricorda molto da vicino il periodo Radioheadiano dell'ultimo album.
La oscurità e la carica emotiva trasmesse dalla successiva "Useless" la rendono uno delle tracce più belle dell'intero cd. La voce di Thom che ripete incessantemente "Careless, i couldn't care less" emoziona e trascina l'ascoltatore dentro territori sconosciuti e istantaneamente nuovi, incontaminati, frutto di una delle mente musicali migliori dei nostri tempi.
Si passa poi a tre pezzi in successione in cui torna protagonista la chitarra; "Stuck Together Pieces", "Judge, Jury and Executioner" e "Reverse Running". Delle tre quella che convince di più è la seconda( la canzone che più si avvicina ai Radiohead di tutte le nove). Ma l'ingrediente migliore del lotto Thom & soci lo tirano fuori per ultimo. "Amok" è meraviglisosa, esiste e scompare, si muove ed è immobile allo stesso tempo.  Un suono incessante che sale, sale e sale sempre più in alto, tanto da metterti voglia di premere il tasto replay e riascoltare tutto dall'inizio.

Thom Yorke è un genio e come tale si diverte sperimentando e "giocando". Questo suo "giocattolo" funziona il più delle volte e quando lo fa ammalia, incanta e lascia esterefatti. Il trucco è lasciarsi andare, inserire il pilota automatico e godersi il viaggio.






19 dicembre 2012

Dirty Projectors- Swing Lo Magellan




Delicatezza,genio,follia,poesia,avanguardismo dei giorni nostri,melodie celestiali.
C'è tutto questo nel nuovo album del sestetto americano Dirty Projectors,che continua a stupire per l'incredibile vena artistica dimostrata ad ogni uscita di un nuovo lavoro. 

Swing Lo Magellan arriva tre anni dopo l'acclamatissimo Bitte Orca che li aveva proiettati nel paradiso delle indie band più innovative dei tempi moderni. Un successo di critica devastante che li ha fatti conoscere anche al grande pubblico attento ai suoni raffinati. Il nuovo album è stato scritto, registrato e prodotto dal frontman del gruppo Dave Longstreth.

Questo è il sesto album in studio di un gruppo che non finisce mai di stupire. Dodici tracce che ti lasciano il sorriso sulle labbra per l'incredibile varietà di suoni e melodie presenti all'interno di ogni canzone. Si passa da pezzi più sperimentali ad altri di una semplicità disarmante ,che proiettano la mente dell'ascoltatore in alto nel cielo. Un cielo azzurro,il più azzurro che abbiate mai visto e dove potete fare tutto quello che volete. Volare,cenare su di una nuvola con donne e uomini dell'antica Grecia pronti ad accogliere ogni vostra richiesta.

I pezzi di questo album vengono smontati e rimontati a proprio piacimento da una band che sembra nel pieno della maturità artistica e compositiva, conscia ormai di ogni singola nota da mettere nel suo posto prediletto all'interno di ogni singola canzone.
Ogni strumento si incastra con gli altri nella maniera esatta e le melodie che vengono fuori sono assolutamente perfette.
Per certi versi ricordano i Beatles ,per altri i più vicini(intendo in termini di tempo) Vampire Weekend.
Fondamentale è la sezione delle percussioni che esplora diversi generi:si passa dal rock americano anni 90 all'Africa senza che nessuno se ne accorga. Alla classica batteria vengono sovrapposti altri suoni di percussioni che rendono i pezzi “anarchici” nel senso più positivo del termine. Le canzoni più significative sotto questo punto di vista sono le meravigliose “About to Die” e “The Socialites” (la più Vampire Weekendiana di tutte forse).
Un album dove non ci sono cali di creatività e che presenta picchi elevatissimi in canzoni dove il ritmo rallenta per lasciare spazio a melodie celestiali. Su tutte “Swing Lo Magellan”,la straordinaria “Dance for You”(unica nella sua incredibile semplicità ed efficacia) e “Just from Chevron”.
Un lavoro che non ti lascia mai sazio e, con una voglia irresistibile di essere su quella nuvola , cenando con quegli ometti dell'antica Grecia pronti a farti ascoltare per l'ennesima volta questo meraviglioso disco.
Chapeau

Canzoni consigliate: About to Die,The Socialites,Just from Chevron, Dance For You





17 ottobre 2012

Throwing Snow - Clamor EP


I lavori di questo DJ/Producer inglese sono come il respiro affannoso di un uomo che sta per annegare ma riesce, grazie alla sua forza di volontà, a salvarsi. Tornato a riva la sua voce è strozzata,quasi un rantolio ma comunque si sente,riesce a farci capire quello che ha provato quando era in mezzo alle onde. Provate a farvi questo viaggio mentale e poi ascoltate i 4 pezzi che compongono questo EP(l'ultimo è un remix di Gold Panda).
L'atmosfera che pervade l'intero disco è qualcosa che ha molto a che fare con il termine glaciale.
Clamor è qualcosa che ti fredda e ,unita al vago senso di epicità presente nel pezzo, ti lascia senza fiato e totalmente coinvolto nell'ascolto.
Perca ha un beat più dance ma è solo il vestito sopra il corpo di un'essere umano; il pezzo si evolve in un crescendo che non sembra mai avere un punto d'incontro con il mondo. Insensatamente bello.
Brook sembra il suono delle onde che senti in riva al mare. Come se tu un giorno d'inverno vedessi un uomo in mezzo al mare che tenta disperatemente di salvarsi. Tornato a riva,lo soccorreresti e lui ti parlerebbe con la voce strozzata,quasi come un rantolio. Non avresti problemi a capire quello che dice.

Qui sotto lo streaming dell'intero EP

17 settembre 2012

Four Tet- Locked


Four Tet è un dj e producer londinese attivo oramai da più di 13 anni. Era il 1999 quando uscì il suo primo album chiamato Dialogue. Nel corso della sua carriera ha esplorato diversi territori musicali,tant'è che i suoi lavori sono stati influenzati da elementi derivanti da svariati generi: dall'hip-hop all'elettronica, dal jazz alla techno ,fino ad arrivare all'utilizzo di strumenti veri e propri usati nei propri live. Nelle sue ultime produzioni Kieran Hebden(che è il suo vero nome) è stato molto influenzato dalla musica house.
Proprio pochi giorni fa è uscito il suo ultimo lavoro ,chiamato Pink, per la Text Records,un cambio di etichetta, dopo che i precedenti erano sempre usciti per l'etichetta indipendente Domino.
La Ritournelle vi propone il primo pezzo del nuovo album che ha il nome di Locked. Un pezzo in cui le percussioni recitano un ruolo primario. Ritmiche incessanti,assidue,che si ripetano lungo tutta la durata della canzone e che ipnotizzano l'ascolto . Ogni strumento è inserito in un punto strategico,man mano che il pezzo cresce se ne inseriscano di nuovi,fino a che il pezzo non svanisce in maniera dolce,lenta e perfetta attraverso la melodia che il synth ha tenuto per tutta la canzone.  

12 settembre 2012

Atoms for Peace- Default

Qualsiasi cosa che tocca Thom Yorke ,di solito,diventa magia. A sentire questa prima traccia del suo nuovo progetto,Atoms for Peace, la regola sembra confermata. Un pezzo che ti entra dentro al primo ascolto e non va più via. Le caratteristiche? Assomiglia al Thom Yorke di "The Eraser" mischiato alle ultime collaborazioni che l'artista di Oxford ha fatto con il duo berlinese di musica elettronica Modeselektor.
Synth,batteria pressante che si ripete per tutta la canzone,basso presente nei momenti giusti,suoni non prettamente musicali in sottofondo ed infine la solita voce di Thom a legare il tutto.


Ora un pò d'informazioni per chi non sapesse chi sono gli Atoms for Peace: oltre al frontman dei Radiohead troviamo Nigel Godrich (di cui ci siamo già occupati quando parlammo del suo progetto solista Ultraìsta) alla chitarra e alla tastiera,alla batteria Joey Waronker (che vanta collaborazioni con gente come Beck,Smashing Pumpkins,Elliott Smith e R.E.M.),il brasiliano Mauro Refosco alle percussioni ed un "certo" Flea al basso che non penso abbia bisogno di presentazioni.
L'album dovrebbe uscire nei primi mesi del 2013 e questo pezzo aumenta vertiginosamente la curiosità per l'uscita.


13 agosto 2012

Alt-J ∆ -An Awesome Wave



∆                                                 ∆                                              ∆                                   ∆                                                        

Il delta in matematica viene usato come simbolo per:

•una variazione o differenza finita tra valori matematici
•Un cambiamento macroscopico nel valore di una variabile matematica o scientifica
•Il discriminante delle equazioni di secondo grado
•Nella teoria degli insiemi,la scrittura A∆B indica la differenza simmetrica tra gli insiemi A e B
•La lettera delta minuscola viene usata come simbolo per un cambiamento microscopico nel valore di una variabile matematica o scientifica (thanks to wikipedia)

Il nome di questo quartetto proveniente da Cambridge proviene(ce lo spiegano loro su suondcloud) dal premere su una tastiera mac contemporaneamente alt e j,che insieme danno il simbolo del delta. Prendete gli ultimi radiohead e rendeteli più scarni,folk e poi aggiungeteci elementi di trip-hop alla portishead e qualcosa di dubsteb e di sonorità più elettroniche. Avrete ottenuto un bel cocktail di suoni che questi ragazzi cercano e riescono a mescolare bene,creando un “tutto” che rimane!
C'è n'è un po' per tutti i gusti in questo album,ad incominciare da il trittico iniziale Intro,Ripe & Ruin,Tessellate. Il primo è il pezzo più rock del cd ,il secondo è a cappella mentre Tessellate offre delle ottime percussioni che ricordano molto da vicino la dubstep. Non male come inizio.
Il resto del lp scorre che è una meraviglia con l'utilizzo molto spesso di cori azzeccati e con la voce di Joe Newman che s'interseca alla perfezione con la musica dei compagni come se fosse rum bianco in un Long Island.
Non c'è un solo pezzo che stona,tra ritmi stoppati, chitarre che cullano l'ascolto, l'album continua a stupire pezzo dopo pezzo. Meravigliose,in particolare, Something Good(il pezzo forse più radioheadiano),Dissolve Me, Bloodflood e Taro ma andrebbero citati tutti i pezzi.
Delta vuol dire cambiamento,differenza e la musica di questi ragazzi va molto vicino al significato reale di queste due parole. Che ∆ sia!