Pianista, batterista e sassofonista Kamasi Washington suona jazz a Los Angeles da quando suo padre gli regalò il primo sassofono alla tenera età di 13 anni. Quello che il polistrumentista ha compiuto e compie anche nei giorni odierni però va oltre la singola chiave di improvvisazione e classe che accompagna la musica originaria di New Orleans. Lo stesso Washington definisce il suo approccio del tutto moderno e influenzato dalla potente scena che si è venuta a creare sulla west coast negli ultimi anni. E' in questa splendida e soleggiata landa che Kamasi è entrato in contatto con svariati e talentuosi musicisti californiani tra cui il "guru" dell'odierna scena "nu jazz ed elettronica", nonchè capo della famosa etichetta discografica Brainfeeder: Steven Ellison aka Flying Lotus. Il resto è storia che ci porta direttamente al prossimo 4 maggio, quando proprio per Brainfeeder uscirà The Epic primo album del musicista jazz per la casa discografica statunitense. Il primo singolo Re Run Home s'instaura alla perfezione in questa libertà di vedute ed espressione sperimentale che l'etichetta losangelina lascia ai propri artisti. Una dolce cavalcata jazz di 14 minuti in cui la vostra mente si perderà tra ritmi tribali, assoli di sassofono e gustose note di piano.
L'album che sarà diviso in 3 dischi per un totale di 17 tracce è pre ordinabile a questo link: http://ninjatune.net/release/kamasi-washington/the-epic
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16 marzo 2015
04 luglio 2014
Tom Misch - Memory
Oramai questo ragazzo londinese sta diventando una presenza fissa all'interno del nostro blog. Inutile quindi presentarvi per l'ennesima volta Tom Misch, diciannovenne tra le più floride promesse che il panorama musicale inglese ci ha regalato nell'ultimo anno. Quindi vi offriamo la sua ultima pubblicazione, "Memory" che conferma (e non è una novità) le innati doti musicali di questo talento poli strumentista d'oltremanica. La novità semmai riguarda la casa produttrice di questo pezzo, che per la prima volta è auto prodotto dallo stesso Tom che ha fondato una propria etichetta , la "Beyond The Groove". La canzone è ancora una volta un freschissimo connubio di jazz, elettronica, soul e chi più ne ha più ne metta. La potete scaricare da Itunes e noi ve la proponiamo qua sotto in streaming.
17 maggio 2014
Bearcubs x Tom Misch - Colours Of Freedom
Diciamocelo, ammettiamolo serenamente. Tra le cose che più hanno influenzato i ragazzi, allora bambini, della mia generazione c'è stato un cartone animato sopra tutto e tutti: esso risponde al nome di Dragonball, nello specifico Dragonball Z (la versione GT l'ho sempre considerata numerose spanne sotto a livello qualitativo). Tra le attrattive principali che la serie offriva e che mi hanno sempre colpito particolarmente (perchè le ritenevo realmente attuabili dall'essere umano in un "lontanononsisaquantoprossimofuturo") c'erano senza ombra di dubbio incredibili e soprattutto utilissime pratiche invenzioni, quali il teletrasporto e in particolare le sensazionali Capsule; non ve la ricordate? Quegli affascinanti piccoli oggettini contenenti qualsiasi cosa immaginabile dalla mente umana che una volta lanciati in aria esplodevano liberando dal suo interno case, macchine. astronavi ecc. Ho sempre saputo e voluto che una invenzione così geniale potesse essere inventata realmente dall'essere umano e pochi giorni fa quando dalla pagina soundcloud dei Bearcubs è saltato fuori questa traccia ho avuto la certezza che un grande passo verso tale scopo potesse essere stato compiuto. Il suddetto pezzo si chiama "Colours of Freedom" ed è frutto della collaborazione di due degli artisti che più ci hanno colpito negli ultimi mesi: da una parte Bearcubs e dall'altro lato Tom Misch; punti in comune? La stessa città di provenienza (Londra) e una fortissima ispirazione tendente al genio musicale. Ora direte voi... che senso hanno dragonball e le sue maledette capsule in tutto questo?Immaginate allora di mettere questo pezzo all'interno del contenitore magico "dragonboliano" per vedere cosa succede al momento dell'apertura dell'involucro, Vi posso aiutare descrivendovi il mondo contenente dentro quella particolare capsula: dapprima un giro di synth che imposta la traiettoria su canali chill e ambient, una gran cassa che sale sempre di più e che viene accompagnata da un basso penetrante e dalla soave voce di Tom. Tutto impostato per portarci ad un riff di una chitarra dalle fortissime tinte jazzy che illumina, irradia, fa splendere tutto quello che tocca con le sue note. Capito?
Buon ascolto.
Spesso le cose più piccole, quelle meno evidenti e in primo piano sono quelle che contengono le cose più importanti della nostra vita no? Beh io sono profondamente convinto che il nostro mondo possa essere contenuto in queste cose. Proprio come in una capsula di dragonball, proprio come nella nuova canzone di Bearcubs e Tom Misch.
Buon ascolto.
16 aprile 2014
Tom Misch - White Label EP
Negli sguardi è nascosto tutto quello che una persona ti può dire e che spesso non dice. Avvicinandosi a qualcuno li impari a riconoscere e a distinguere nelle varie situazioni della vita. Come qualcosa che cresce, cresce e cresce smisuratamente non mostrando mai segni di recesso, la musica dell'artista che vi presentiamo oggi può essere definita uno "sguardo"; uno sguardo dannatamente profondo, che colpisce e lascia ammaliati a bocca aperta senza possibilità di diniego. Lui si chiama Tom Misch, un giovanissimo diciottenne compositore e produttore proveniente da Londra. L'undici aprile è uscito il suo primo EP per l'etichetta Soulection che risponde al nome di White Label. Tre pezzi strumentali che lasciano una radicata sensazione di magia e di estrema e fortissima calma, Un colpo di fulmine registrato nella cameretta londinese di Tom, utilizzando computer e strumenti reali, che conferiscono quella forte sensazione di concretezza che permane all'interno delle tre tracce. Jazz, R&B, elettronica, chitarre estasianti, violini dondolanti all'interno di White Label potete trovare tutto questo. Menzione particolare la merita "The Journey" autentica chicca dell'intero lotto che lascia senza fiato fin dalla prima nota di chitarra carica di eco.
In definitiva uno sguardo troppo attraente. Nessun rifiuto, nessun dietrofront. Siete stati colpiti e non sarete mai più così tanto felici di esserlo stati.
L'ep è scaricabile gratuitamente dal soundcloud dell'etichetta che lo ha prodotto.
In definitiva uno sguardo troppo attraente. Nessun rifiuto, nessun dietrofront. Siete stati colpiti e non sarete mai più così tanto felici di esserlo stati.
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14 aprile 2014
Rita Satch - Love You Like I Do
Avete presente quella tremenda sensazione di piacere che provate quando aprite la vostra finestra al mattino e scoprite che la primavera è finalmente arrivata pronta ad accogliervi tra le sue possenti e calorose braccia? Ecco la voce della ragazza che vi presentiamo oggi, più o meno provoca il medesimo grande effetto. Lei viene da Melbourne, si chiama Rita Satch ed è una di quegli amori musicali a prima vista, anzi ad essere più precisi a primo ascolto. La sua voce ricorda a sprazzi quella di Amy Winehouse e si cala perfettamente sul velo di platino disegnato dagli arrangiamenti dal forte retrogusto jazz che la accompagnano nello splendido viaggio che "Love You Like I Do" rappresenta. Questa ragazza merita tutto il successo verso cui (ne siamo sicuri) pare destinata.
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15 marzo 2014
Daughter - Smother (Tennyson Remix)
Nei giorni scorsi è uscita la traccia fino ad ora più bella del 2014. L'autore? Si chiama Tennyson, è un giovanissimo produttore Canadese e ve ne avevamo già parlato in termini entusiastici qualche mese fa in questo Post. La canzone in realtà sarebbe una rielaborazione di Smother della band anglosassone Daughter, ma inserirla nel campo restrittivo dei remix è qualcosa di ingiusto e terribilmente limitante. Del pezzo originale resta il magnifico cantato il resto è una jam dal forte sapore jazzy, con coriandoli di chillwave spruzzati in campi infiniti creati da synth e xilofoni che si librano e restano sospesi in un tempo non calibrato e per questo incredibilmente sensuale e così facile da seguire.
Tenetelo d'occhio; il ragazzino ha i numeri da grande giocoliere.
Tenetelo d'occhio; il ragazzino ha i numeri da grande giocoliere.
18 febbraio 2014
Henri Texier - Les LaBas (Bonobo Remix)
Bonobo ci regala un'eccellente rielaborazione della traccia "Les LeBas" del musicista e compositore jazz francese Henri Texier e, lo fa coniugando sonorità jazzose alla strada che già lo ha reso celebre negli scorsi anni; un sentiero dove si uniscano house, ambient music, elettronica e jazz appunto.
La canzone è scaricabile gratuitamente dalla pagina Soundcloud dell'artista di Brighton.
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05 giugno 2013
Lone - Airglow Fires
Lone è il progetto sotto cui si cela il nome del produttore inglese Matt Cutler attivo fin dal 2007, data di uscita del suo primo album "Everything is Changing Colour". Da allora il musicista di Nottingham ha presentato al pubblico altri quattro lavori, l'ultimo dei quali uscito un anno fa sotto la famosa etichetta indipendente R&S.
Il 9 giugno uscirà (sempre per la stessa casa discografica) il nuovo singolo dell'artista "Airglow Fires" insieme alla sua b-side "Begin to Begin". Nel pezzo trattato Lone ripresenta il sound che lo contraddistingue, un sound fatto di elementi tipicamente jazz che si fondano alla produzione nu-rave e a quella techno degli ultimi anni.
Un suono sempre più maturo che va di pari passo con l'inevitabile e continua evoluzione dell'artista d'oltremanica.
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10 aprile 2013
Bonobo - The North Borders
Fin dalla nascita del suo progetto musicale Simon Green (in arte Bonobo) ha sempre indagato dentro al mondo a sè stante del suono perfetto, lineare ed eterno. Un classicista che applica le sue teorie alla musica elettronica contemporanea.
Ma cos'è la perfezione se non una continua ricerca di qualcosa che consideriamo migliore?
La perfezione l'artista inglese l'aveva sfiorata quando tre anni fa era uscito il suo capolavoro Black Sands. Un disco meraviglioso dove si andavano ad intrecciare generi su generi che formavano un suono tra i più caratteristici della musica elettronica (e non solo) contemporanea.
La domanda da porsi ora non è come fare meglio, ma come restare agli stessi livelli. Bonobo ci riesce, in un disco che strizza l'occhio a sonorità che ultimamente sono state riscoperte e portate avanti da altri artisti d'oltremanica e non. In "The North Borders" troviamo riferimenti più o meno evidenti ad artisti del calibro di Four Tet, Disclosure e Flying Lotus.
Quello che stupisce di più è la limpidezza di ogni singola nota che si interseca alla precendente in modo del tutto naturale. Si fa sempre più solare l'abilità dell'artista nel coinvolgere vari strumenti riuscendo a cavare fuori da ognuno di essi la giusta dose di sensibilità, rendendo ogni singola canzone organica e tremendamente giusta all'orecchio dell'ascoltatore (si veda l'utilizzo dei violini in Ten Tigers).
Bonobo si avvale di preziose collaborazioni nelle parte vocali in cinque pezzi. Grey Reverend, Erykah Badu, Szjerdene e Cornelia prestano le loro voci dando un tocco soul, jazz alla timbrica dei pezzi. Succede nell'iniziale First Fires per poi proseguire con Heaven for the Sinner, Towers, Transits e la conclusiva Pieces.
La grande abilità dimostrata dall'artista è la maneggevolezza con cui gestisce così tanti generi all'interno dello stesso album, qualcosa di particolarmente unico nella musica odierna. Si passa senza problemi dal downtempo di Emkay alla four tetiana Sapphire, dalle nuvole di First Fires al cielo notturno splendente di Jets. Pezzi dove la voglia di ballare prende il sopravvento (Antenna) si alternano ad altri dove si rimane incantati semplicemente ad ascoltare (Pieces). Il disco è lineare e imprevedibile allo stesso tempo, ogni singola canzone s'incastra all'altra in modo da non poter saltare una sola traccia, quasi l'autore ci voglia dire: "Ok, questo è il mio stile, lo dovete ascoltare così". Dargli torto sarebbe un'errore per le vostre orecchie.
Qua sotto l'intero album!
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